Tra le tante eccellenze di Sarsina dal 1988 si conta anche il Museo Diocesano di Arte Sacra, collocato accanto alla Basilica Concattedrale di San Vicinio, al primo piano di quello che fu iol palazzo vescovile di Sarsina.
Lì risiedevano i Vescovi della Diocesi di Sarsina fino al 1976, quando il Vescovo di Cesena divenne anche il Vescovo di Sarsina; nel 1986 venne poi formalmente costituita la nuova Diocesi di Cesena-Sarsina.
Il Museo è stato istituito da Diocesi di Cesena-Sarsina, Comune di Sarsina e Seminario Vescovile di Sarsina, e dal 2011 le aperture sono gestite dal Comune, al quale la Diocesi ha affidato in comodato gratuito i locali, per via di una convenzione sottoscritta dai tre enti costituenti del Museo ed anche dalla Banca di Credito Cooperativo di Sarsina.
Ora Comune e Diocesi stanno procedendo al rinnovo della convenzione per la gestione delle aperture dei locali e la fruibilità degli spazi per i visitatori.
Nel Museo sono stati raccolti arredi, paramenti sacri con pianete, piviali e mitre appartenuti a vescovi sarsinati, dipinti, campane provenienti dai territori della ex diocesi di Sarsina.
Tra gli indumenti sacri il più antico è la mitra del vescovo Giovanni Bernardino Vendemini (1733-1749), intessuta con tralci vegetali in filato d’oro.
Tra le opere d’arte si evidenzia la “Madonna con Bambino” proveniente dalla Pieve di Montesorbo, una pregiata tela di lino del Quattrocento.
In questo modo gli oggetti sacri sono stati salvati dal degrado, da furti, dalla rovina delle chiese e degli oratori abbandonati.
L’accordo del 2011, scaduto ad agosto del 2021, prevedeva l’apertura del Museo nelle giornate del martedì, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 con personale comunale, ma il Comune non dispone certamente del personale sufficiente per garantire questo servizio.
Con la nuova convenzione ora si prevede di provvedere all’apertura attraverso l’impiego di lavoratori socialmente utili e/o di volontari.
La Diocesi si impegna ad arricchire il Museo con gli oggetti sacri, i paramenti, i dipinti di proprietà delle chiese parrocchiali e non, appartenenti all’ex diocesi di Sarsina.
“In particolare – si legge nella convenzione – l’autorità ecclesiastica arricchirà il museo con opere che corrono il pericolo di essere manomesse o perdute.
Il Comune di Sarsina provvederà a garantire l’apertura del Museo, con del personale volontario o appartenente a categorie svantaggiate/protette impegnate in attività sociali secondo il seguente calendario: nei mesi da novembre ad aprile nelle giornate di martedì, venerdì e sabato dalle 15 alle 17, nei mesi da maggio ad ottobre nelle giornate di martedì, venerdì e sabato dalle 16 alle 18”.